La nuova Direzione (Content) Marketing

Anche se in Italia non sta ancora avendo il successo che sta riscuotendo nel mondo anglosassone, è ormai fuori dubbio che il Content Marketing è una delle aree in cui ogni azienda, piccola media o grande, dovrà misurarsi nei prossimi anni.
Penso sia ormai assodato che il consumatore non creda più agli slogan pubblicitari, ma che attraverso il i social network si crei una sua personalissima “immagine del brand”, molto diversa dalla Brand Image di markettara memoria, e attraverso questa decida di procedere o meno all’acquisto del prodotto / servizio. La capacità delle aziende di raccontare storie in grado di modificare e influenzare ogni singola “Immagine del brand” dei propri clienti passa proprio attraverso la capacità di creare contenuti rilevanti e autorevoli.

È fuori dubbio che le aziende sono chiamate quindi a ridisegnare le proprie strutture marketing, piccole o grandi che siano, per adattarsi a questo radicale mutamento del mercato.

Per questo motivo oggi andiamo a vedere alcuni suggerimenti che ci arrivano da oltre oceano su come andare a disegnare la nuova Direzione (Content) Marketing.

enthusiasm

La prima cosa da studiare è sicuramente quella di coinvolgere tutta l’azienda nella realizzazione di contenuti: creare contenuti non è solo una cosa di quelli del marketing. Ogni persona può avere una storia o un punto di vista diverso da raccontare, un qualcosa che può essere più umano, coinvolgente e interessante da veicolare all’esterno.
In tutte le persone che andranno a realizzare contenuti per l’azienda sicuramente una caratteristica è fondamentale.: la passione, che crea una visione entusiasta del prodotto e dell’azienda e un’empatia verso tutti quelli che potrebbero trarre un beneficio dal diventare clienti.

Ma non basta. Avere una storia da raccontare, avere passione per il prodotto che vendi, saper usare le parole per raccontare le emozioni che quel prodotto ti trasmette, non sono elementi sufficienti. In qualche maniera è quello che è sempre stato cercato di fare dal marketing. La ricerca perenne della Unique Selling Proposition, quella caratteristica unica che 99% delle volte non esiste in un’azienda.

Andiamo a prendere un esempio dal mondo dell’editoria, che da anni fa della creazione del contenuto la sua ragione d’essere. Andiamo a vedere come ha fatto il Wall Street Journal ad ottenere un incremento importantissimo di lettori, sia nella versione online che offline, a fronte di prezzi superiori a quelli della concorrenza.
Sicuramente la selezione di giornalisti e scrittori di ottima qualità è una condizione essenziale ma questo patrimonio non è esclusivo del WSJ. Quello che manca a tutta la stragrande maggioranza è la capacità investigativa. La prima cosa che ti insegnano al WSJ è di andare alla ricerca di spunti, informazioni e prospettive che tutti gli altri non guardano.

curiosità

Curiosare, andare alla ricerca di quello che gli altri non vedono e non dicono, raccontare quello che nessun altro sa perché era nascosto agli occhi di tutti è il vero valore per cui il lettore del WSJ paga per abbonarsi al giornale.

Un’azienda che vuole realmente andare a creare contenuti coinvolgenti e utili per i propri clienti deve imparare questa lezione fondamentale: la direzione content marketing deve avere al suo interno persone curiose, dei veri e propri investigatori, delle persone che scovano all’interno dell’azienda informazioni, indizi, dettagli che possono fare la differenza quando saranno raccontati al cliente.

Entusiasmo e curiosità. Due soft skill da cercare tassativamente in ogni persona a cui affidare la creazione del propri contenuti, all’interno e all’esterno della tua azienda.

Non andiamo a raccontare cose che il cliente si aspetta da noi. Sorprendiamolo con qualcosa di inatteso.



3 risposte a La nuova Direzione (Content) Marketing

  1. Guglielmo Cornelli scrive:

    Ciao @Alessandro,
    bell’ articolo ;)

    Sicuramente la capacità investigativa fa parte di quel bagaglio di “Brand Journalism” che le aziende dovranno sempre più tener conto; ma non basta ancora: aggiungo un altro tassello, che riguarda lo storytelling fatto dal cliente!!

    Lui é già il protagonista, al tempo dei Social Network, e fargli raccontare storie é quell’ ulteriore passo per creare engagement: non é forse quello di cui siamo tutti in cerca? ;)

    Buona giornata :)

  2. Alessandro Chiavacci scrive:

    ciao Guglielmo,

    grazie del commento! Sicuramente essere in grado di raccontare le informazioni raccolte in una modalità più emozionante e utile per il cliente è la condizione necessaria per poter fare quel Brand Journalism di cui tu parli ma troppo spesso all’interno delle aziende si cerca di “imbellettare” contenuti triti e ritriti che ormai non interessano nessuno.

    Nel manifesto online del copywriter, che puoi trovare nel precedente articolo, tra le tantissime frasi ad effetto che ci sono mi ha particolarmente colpito le slide in cui si dice “our reader is not interested in our vision”; ed è proprio quello che troppo spesso le aziende vanno a raccontare ai propri clienti. Compraci perché noi abbiamo una visione e una strategia spettacolare. No. Compraci perché abbiamo dei prodotti e servizi che sanno risolvere il tuo problema! Ecco il cambio del mindset che dobbiamo riuscire a far compiere alle aziende!

  3. Guglielmo Cornelli scrive:

    Certo Alessandro, soprattutto (e da tempo) i servizi sono il vero valore aggiunto … in tutto questo deve esserci, poi, il racconto dell’ utente, la sua User Experience ;)

    Le aziende utilizzano i nuovi strumenti con la vecchia mentalità

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